FUTSAL – Zaffiro Capitano Campione d’Europa, leader della folta schiera dei desaparecidos

 

 

 

 

 

 

 

Tra i giocatori storici del Calcio a 5 fu il giocatore più rappresentativo dell’oro conquistato 15 anni fa a livello continentale: ma tra i premiati con la maglia a Coverciano la Divisione ha scelto altri…

In parecchi ci hanno contattato sostenendo che sia stata una rilevante e grave mancanza di non premiare, tra i primi e magari all’inizio della storia dell’inserimento delle maglie azzurre di Calcio a 5 a Coverciano Salvatore Zaffiro. Dopo l’assist che ci hanno fatti in parecchi, tra i quali Massimo Rinaldi, per 15 anni saracinesca di assoluto valore mondiale dei pali italiani, abbiamo contattato il diretto interessato. Che, con la consueta sincerità e una invidiabile dose di schiettezza, ha, da una parte detto la sua, altrimenti non sarebbe lo Zaffiro che tutti conoscono e in diversi temono da sempre; dall’altra ha confermato l’amore per questa disciplina e un sano rapporto con le cose fatte per bene.

Questo l’intervento radiofonico  

Capitano Campione d’Europa, con la nazionale italiana, nel 2003. Qualche giorno fa è intervenuto Massimo Rinaldi, che ha mostrato grandi perplessità sulla distrazione che non ha visto la tua partecipazione e quella di altri grandi atleti, che hanno fatto la storia, della disciplina. In particolare in riferimento dell’inserimento di sole 4 maglie a Coverciano, nel Club Italia. Il tuo pensiero?
“Il mio pensiero è facile. I 4 che hanno messo (Rubei, Caleca, Quattrini e Bacaro, n.d.r.) sono gli stessi che hanno fatto la campagna elettorale, al signor Montemurro. Ho letto su Facebook perplessità, di gente che chiedeva cosa ci facessero 3/4 di quei calciatori li, perché solo uno aveva vinto. Non gli hanno risposto. Vuol dire che hanno la “coscienza sporca”, chiaro”.
Si sono sdebitati così…

“Una cosa palese”.

Ci sei rimasto male perché eri il capitano, di quella Nazionale?
“Non per quello. Quelli messi nel Club Italia giocavano con me i campionati mondiali e gli Europei. Competizioni che abbiamo sempre perso! Quando abbiamo vinto, loro non c’erano! Nessuno sa, come sono andate davvero, le cose”.
Ricordiamo anche i compagni campioni d’Europa, però.

“Tutti brasiliani. Italiani c’erano Luca Ippoliti, giocatore di movimento, e Ciccio Angelini e Marco Ripesi, entrambi portieri.

Loro sono altri esclusi.

“Esatto. A Ciccio (Angelini) gli ho chiesto il perché lui non ci fosse. Io sono fuori da questo mondo ormai, ma lui mi ha risposto con tono vago, perché è chiaro che è tutto in mano di Rubei, Quattrini e Caleca. Litigano anche per chi scegliere come altro nome, da inserire: brasiliani o italiani? Il presidente ha ripreso la situazione in mano e mi ha chiesto la maglia. Non gliel’ho data, per principio”.
Nel loro cerchio “magico”, chiuso, si sono dimenticati di voi e questo per dire a chi è finito in mano, il Calcio a 5… Parliamo ora del torneo Over 40, dove anche lì sono state diverse, le perplessità: una rassegna fatta passare per nazionale con sette squadre di Roma o al massimo Lazio, e una di Caserta.

“Ha vinto sempre Capitan Zaffiro. Ho giocato con i ragazzi della Serie D e C2. Sono stato orgoglioso, che mi abbiano chiamato, sono andato ed abbiamo vinto. Loro non hanno vinto nemmeno lì! Sempre organizzato dalla Divisione Calcio a 5. Volevano fare un torneo, che è stato bocciato dai consiglieri federali”.
Tra l’altro ricordavamo più volte, che un torneo nazionale non può essere composto da 7 squadre laziali ed una campana…

“Io ero nello spogliatoio con i casertani e mi spiegavano che sono stati chiamati alla fine, tipo torneo tra amici!…”.

Di cosa ha bisogno il tuo ed il Calcio a 5 di tutti?

“Di un presidente che voglia il bene di tutto il movimento e non del potere. Una federazione autonoma, con soldi autonomi. Dobbiamo gestirlo noi, il denaro, per i premi, le società, le televisioni, i giornali, ecc. Se cresce il movimento vengono anche gli sponsor e puoi diventare professionista, come in Portogallo, in Spagna. Se noi saliamo (cresciamo), però, facciamo morire la Lega Nazionale Dilettanti perché i nostri soldi vanno lì. I vari presidenti pensano ad un posto in Serie B, in Serie C e i presidenti delle squadre buttano i soldi”.
Sono sparite quasi 10 formazioni della Serie A. Cosa pensi?

“Si sono stufati, di buttare i soldi. Quante stagioni puoi resistere, sapendo che li stai buttando? Al massimo 4! Lamaro, presidente della mia Roma, quando ho vinto lo scudetto, ad esempio, è entrato due anni, ha visto che non c’era futuro ed è andato ad investire sul Basket”.

Oltre a te quali nomi dovevano inserire al Club Italia?

“Tanti. Minicucci, Roscioli, Bergamini, Famà, Riscino, Mannino. Una cinquantina, almeno.

Menichelli è in discussione?

“Vogliono metterci Musti, dopo solo un anno di Serie A, come allenatore. Tra l’altro allenava pagando!”

Addirittura?!

“Tanti che fanno ed hanno fatto la gavetta, nemmeno vengono presi in considerazione”, dice nella sua impietosa analisi dell’attuale situazione in cui versano diverse cose, dello Sport che meglio lo ha portato alla ribalta nazionale e internazionale. Poi Zaffiro spiega meglio: “Siamo lontani, dal Calcio a 5 che conta, in tutto. Un allenatore giovanile in Spagna, non è il pizzettaro sotto casa mia.. Guadagna i soldini, non 200 Euro”.

Mancava, la schiettezza, di uno così. Alzi la mano, al netto della divergenza di opinioni o differenza di pensiero, chi non è d’accordo. Ma nel merito Zaffiro è lo stesso, schietto fino al midollo, competente, innamorato, di quando ha cominciato. Metteteci una pezza.

 

Il testo  dell’intervista radiofonica di “Sport Academy”