FINAL FOUR DI COPPA – A Passo Corese vittorie del Real Praeneste e United Aprilia

 

 

 

 

 

 

Due giorni di Calcio a Cinque che possono essere un bel biglietto di visita

Grande ospitalità della Sabina Lazio Calcetto, Cenerentola di due province

Il PalaSport di Passo Corese ha ospitato la Coppa Italia regionale di Calcio a 5 femminile e maschile nella “due-giorni” che ha mutuato dalla Pallacanestro la formula denominata Final Four. Infatti questo tipo di rassegna ha vissuto da sempre, su una superficie come il parquet caro alla palla a spicchi, sia nel basket universitario NCAA che nella lega professionistica a stelle e strisce nota al mondo intero come NBA. E lo stesso dicasi per il campionato italiano di Serie A1. Partiamo con due considerazioni, dopo aver tentato, senza riuscire del tutto nell’intento, di recuperare qualche ora di sonno, tra domenica e lunedì. La prima riguarda gli uomini del Comitato Regionale Lazio FIGC che non hanno mai fatto mancare la loro presenza, sia durante le partite delle donne che degli uomini, che nei momenti di pausa, con Pietro Colantoni e Marco Giustinelli a rappresentare il movimento “calcettaro” della nostra regione. Stesso discorso per i sanitari, la cui presenza rasserena sia chi è in tribuna sia chi è impegnato nell’agone, in campo. E’ toccato, purtroppo, al buon Simone De Bella, sperimentare la preparazione dei sanitari della sua società e la funzionalità di un’ambulanza presente sul campo. Auguri, al 43enne di belle speranze, di rivederlo quanto prima su ottimi livelli di benessere, fisico, prima che per le vicende del campo.

Il secondo pensiero lo vogliamo e voglio personalmente indirizzare a una realtà lontana dalla luce dei riflettori, che ha dimostrato fattori utili alla crescita personale e dell’ambiente sportivo del Lazio: l’educazione, l’umanità, l’efficacia organizzativa e l’umiltà messe in campo dalla Sabina Lazio Calcetto, dal suo presidente, dai suoi collaboratori, donne e uomini, giovani atlete e dirigenti come l’amico del paese di fianco. Anche perché, lo sanno bene in tutta Italia, quando si parla di Sabina il riferimento è ai tanti paesi che compongono quella stupenda terra incastonata tra le province di Rieti e Roma. La voglia di scambiare i pareri, la sensazione che tutto fosse bene impostato, in tutti i settori della struttura chiamata a ospitare ben otto club arrivati a giocarsi i due trofei in palio; la divisione dei compiti e le persone che si sono letteralmente incollate le attrezzature, compresa la parte sonora e musicale e le sedie per le diverse porzioni delle due tribune, oltre a un intelligente punto di ristoro vista la distanza con altri posti del genere, dal palazzo dello Sport.

Altri due spunti sono arrivati dal campo. La differenza totale, netta, divaricata, tra chi sa ammirare una formazione avversaria e chi si è permesso il lusso di provare a rovinare l’ultimo atto tra i maschietti. Infatti nel primo pomeriggio di domenica abbiamo notato e stimato lo stupendo comportamento del pubblico della finale delle donne, capace, tutto assieme – circa 150-160 persone – di applaudire la squadra finalista Roma Calcio Femminile, che ha tributato, a sua volta, l’onore alla compagine vincitrice, il Real Preneste. Una sana espressione tecnica che in pochi anni potrebbe vedere la sua crescita oltre i confini attuali rappresentati ottimamente anche in campionato. Mentre chi ha perso la finale, il Cisterna F.C., non solo si è saputo complicare la vita sul parziale 2-3 (sarebbe finita con un ulteriore gol al passivo), con due doppie ammonizioni davvero infantili, evitabili; ma la squadra 2° classificata non si è nemmeno presentata alla premiazione dando in escandescenza nei confronti di uno dei due arbitri in campo, appena terminata la partita vinta dallo United Aprilia. Costringendo, di fatto, gli uomini del Comitato Regionale a intervenire per “scortare” gli arbitri negli spogliatoi. Quando in campo non vinci e non ti presenti alla premiazione perdi due volte, senza “se” e “ma”.

In pochi giorni è stata organizzata, e bene, una final four di Coppa Italia in un impianto ben messo, con una gran bella superficie, per chi come me, viene dal Basket giocato e ama quel tipo di ambiente; e tutto ha funzionato, anche per il settore degli Arbitri, che fa parte del mio bagaglio, seppur nel Calcio a 11. Di loro abbiamo pizzicato un paio di errori plateali (all’inizio della finale Donne e nel gol della disparità in quella maschile) che ci ricordano quanto siano umane, le falle, durante un incontro. Ma abbiamo altrettanto evidenziato l’efficacia e la crescita nell’attenzione e nella concentrazione, nella puntualità, dote assoluta, per chi fischia, e nella voglia di rammentare una cosa. Esistono delle regole, e vanno rispettate, in ambito sportivo. Pur in una nazione da anni svuotata di etica e contenuti. Ecco, la vittoria più bella è stata l’apprezzamento dei contenuti. Che abbiamo provato a raccontare su una web-radio trovando l’attenzione, è stato detto, addirittura dai parenti degli allenatori e dai semplici appassionati magari amici o amiche di chi fosse impegnato in campo.

Per Passo Corese e la provincia di Rieti, per il Comitato Regionale, il più bel gol degli ultimi anni. Ma non vi preoccupate. Non lo diranno, in tanti. E’ meglio criticare, in assenza di un juke-box in cui inserire la moneta. Poi, magari, un giorno anche l’Informazione, dalle nostre parti, crescerà (?)…

Massimiliano Cannalire